La grande fuga degli italiani dalla TV: netflix e Amazon rappresentano il terzo polo

La grande fuga degli italiani dalla TV: netflix e Amazon rappresentano il terzo polo

Secondo i rilevamenti di Auditel, nell’ultimo trimestre del 2021 il nuovo terzo polo televisivo italiano è costituito da Netflix e Amazon Prime, con una crescita sul 2019, pari al 34,7%. 
Come si sa, il lockdown del 2020 aveva fatto crescere gli ascolti, ma nel 2021 si è tornati a scendere sotto i livelli del 2019: -12,45% sul 2020, pari a quasi un milione e mezzo di audience persa nel giorno medio, e -3,9% rispetto al 2019, pari a 414 mila spettatori. 
Tranne Dazn, che cresce dal 214% grazie alla serie A e agli eventi sportivi, tutte le altre emittenti perdono audience. RAI perde più di Mediaset, soprattutto a causa della decisione di trasmettere i suoi nuovi canali digitali nel nuovo standard TV Mpeg4 in HD, che non può essere visto dai televisori di vecchia generazione. 
Così la Rai perde oltre mezzo milione di ascolti sul 2020 e 228mila sul 2019 (-6,1). Da sempre le innovazioni tecnologiche influenzano il consumo televisivo. 
La crescente diffusione delle Smart TV connesse alla Rete porterà nel tempo all’affermazione delle TV in streaming, gratuite o meno. Con il 5G e l’obbligo di cambiare televisore il processo verrà amplificato. 
Nelle case degli italiani, secondo il rapporto Censis-Auditel, presentato a novembre 2021, ci sono 43,1 milioni di apparecchi TV, di cui 27,7 milioni, oltre la metà, posseduti da 12 milioni di famiglie, incapaci di vedere il nuovo standard. 
Tra questi, 8,4 milioni, in tre milioni di famiglie, ossia il 12,8% del totale, mancano solo dei requisiti per vedere i canali nello standard scelto da RAI. 
In all 119.4 million screens, an average of five per family, including 48 million smartphones and 15 million Smart TVs capable of connecting to the Internet and watching streaming content. 
Quattro milioni di italiani navigano in Internet attraverso la Smart TV ma, soprattutto, 7,3 milioni guardano su internet programmi TV trasmessi anche dalla televisione tradizionale, e 4,2 milioni lo fanno tramite smartphone. 
Le reti generaliste perdono meno rispetto al totale: -12,1% sul 2020 e -2,8% sul 2019. 
I nuovi canali RAI, -22,5% sul 2020 e -19,5% sul 2019. 
Mediaset perde meno ascolti della RAI sul 2020 (ma similmente sul 2019, -6,2%) solo grazie al fatto che i suoi canali digitali (+14%) sono quasi tutti rimasti visibili per i vecchi televisori. 
Dopo RAI e Mediaset risultano quindi Netflix e Amazon Prime (peraltro rilevate solo quando ricevute su SmartTV e non su smartphone, pc, tablet, ecc.), seguono Discovery, Sky e La 7. 
Se infatti si guardano le rilevazioni Auditel relative alle sole Smart TV connesse, si osserva che Netflix e Amazon Prime risultano in testa agli ascolti con uno share del 15,92% contro il 13,67% di Canale 5 e il 13,47% di Rai1, tranne in prima serata, in cui Rai1 resta al primo posto. 
Le donne sono la maggioranza del pubblico (55,89%) ma sono diminuite rispetto al 2020 del 13,3%, mentre i maschi che rappresentano il 44,11% sono calati del 11,65%. 
Il consumo scende maggiormente tra i 20 e i 24 anni (-28,69%) e tra i 25 e i 34 anni (24,28%). Tra i 70 e i 74 anni il calo si riduce al solo 5,9% e oltre i 75 anni all’ 1,78%. 
Gli ascolti calano sia tra i laureati che chi non ha alcun titolo di studio, meno tra chi ha una scolarizzazione medio bassa. 
Calano di più tra le Regioni del Nord: Liguria -16,5%; Lombardia -16,1%; Trentino-Alto Adige -26%; Puglia -13,28%; Basilicata -5,44%; Calabria -9,85%; Sicilia -6,79% e Campania -10,1%. 
Le famiglie straniere (anche miste o costituite da singoli individui) hanno visto più televisione rispetto al 2020 e quindi sono proprio gli Italiani, storicamente più affezionati, a fuggire dalla televisione tradizionale. 

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